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Bosco dei Cento Passi

L’area, un tempo  di proprietà di una famiglia legata al clan camorristico  dei Ciulla, è stata  confiscata  nel 2005  dal tribunale di Milano e affidata al comune di Gaggiano.

Insieme all’Ersaf è stato realizzato un parco che unisce la riqualificazione ambientale alla testimonianza della lotta contro la criminalità organizzata. 

Le targhe poste su alcuni alberi del bosco  ricordano infatti i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Don Pino Puglisi,  Peppino Impastato e le tante altre vittime della mafia.

Il bosco, di circa 16 ettari, è stato realizzato ricostituendo le caratteristiche ambientali delle foreste di pianura con la messa a dimora di millecinquecento nuovi alberi, tra cui aceri, tigli, frassini  e sono stati creati una serie di laghetti per la sosta dell’avifauna attrezzati per il birdwatching. 

Un’area di tre ettari è dedicata a una marcita, cioè un prato coltivato con metodo antico, utilizzando le acque delle due rogge che scorrono nel bosco.  Si tratta quindi di un ambiente in fase di riqualificazione di grande importanza ecologica, ma anche cultura e e di testimonianza civile.

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